giovedì 3 gennaio 2013

Signora Ava

signora evaSu questo Blog abbiamo a lungo parlato de "Il Gattopardo" e de "I Vicerè"; abbiamo però dimenticato "Signora Ava" di Francesco Jovine.

Goffredo Fofi, nella prefazione all'ultima edizione del 2010, lo definisce: il Gattopardo dei poveri. Eppure Francesco Jovine, scrittore tra i più arditi del nostro Novecento, riesce a compiere un'impresa: condensare un mondo intero in un romanzo. L'opera si compone di due parti: nella prima c'è la descrizione della vita del borgo che scorre tranquilla, tra occupazioni contadine e beghe di paese, mentre le notizie del mondo esterno arrivano rarefatte; nella seconda la Storia irrompe a Guardialfiera  e sconvolge il pacato ritmo di vita dei suoi abitanti.

Confesso che non mi sarei interessato all'opera di Jovine se l'amico Roberto Soldati non  mi avesse ricordato che gran parte della trasposizione televisiva è stata realizzata a Lucoli. Nel 1975 Roberto era allievo dell'Accademia d'Arte di L'Aquila diretta dal regista Antonio Calenda che, per l'occasione,  aveva voluto utilizzare la bellissima "casa del sacrestano Peppe Verdi", a fianco della Beata Cristina che ora è in stato di abbandono.  La maggior parte delle scene sono state girate a San Giovanni, Cottorone e nei boschi di Campo Felice dove si vedono comparse lucolane.

Godetevi la visione di  "Signora Ava". Non è male.

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