mercoledì 26 gennaio 2011

BARTLEBY IL RIVOLUZIONARIO

"Avrei preferenza di no!"

Così Bartley, lo scrivano, risponde al suo datore di lavoro.

Non è opposizione, non è scortesia; è semplicemente espressione di una preferenza.

Dirompente nella sua semplicità.

Siamo in America, nello studio di un avvocato, a suo modo “democratico e illuminato”, che tenta, non di punire lo scrivano, ma di venirgli incontro, di comprenderlo per piegarlo meglio.

La risposta dello scrivano “avrei preferenza di no” diviene ben presto un elemento destabilizzante della polverosa tranquillità nello studio notarile.

Tutto ha un limite e così l’avvocato licenzia, a malincuore, Bartley che però non esce dallo studio  perché, neanche a dirlo, “ha preferenza di no”….

Bartleby lo scrivano-una storia diWall Street” di Herman Melville, un racconto pubblicato nel 1853 che ci sentiamo di consigliare per la sua attualità.

Ne esistono varie edizione compresa una versione audiolibro della casa editrice amazon.it .

giovedì 20 gennaio 2011

LIBRI PER RAGIONARE. LIBRI PER SOPRAVVIVERE

Forse ricorderete che nel mese di ottobre abbiamo parlato di analfabetismo di ritorno.

Sul Corriere della Sera del 19 Gennaio, Isidoro Trovato ha scritto un interessante articolo su una iniziativa della Scuola nazionale forense

Partendo dal sillogismo Chi non sa leggere non sa scrivere. E raramente sa pensare è nato il progetto: “«Libri per ragionare. Libri per sopravvivere».

Per saperne di più:

http://altrimondi.gazzetta.it/2011/01/gli-scivoloni-degli-avvocati-s.html

Cicerone sosteneva che «una stanza senza libri è come un corpo senza anima».

Chi può dargli torto?!



Vi invitiamo a visitare la pagina

http://www.malicomio.it/Malicomio/libroingiro.html

sabato 8 gennaio 2011

SE NIENTE IMPORTA…

Dramma al Supermercato

Antefatto: il compito assegnato è stato: compra sei uova fresche e delle migliori.

Ora mi trovo al supermercato di fronte allo scaffale delle uova.

Comprare le uova, per di più le migliori; è un problema.

Sulle confezioni tutte riportano la dizione Categoria A; ci sono le uova da allevamento biologico, all'aperto, a terra, in gabbia; poi ci sono le uova XL grandissime, L grandi, M medie, S piccole e non parliamo dei prezzi: ci sono uova XL che costano meno delle uova M da allevamento all’aperto e cosi via per un totale di 16 possibilità.

Devo proprio far pena perché mi si avvicina una signora che mi spiega come è possibile capire qualcosa solo aprendo le confezioni. Sull’uovo, che deve essere pulito ma non lavato, c’è stampigliato un codice che identifica la tipologia, lo stato di produzione, la zona con la provincia e, infine, il nome e il luogo dell’allevamento in cui la gallina ha deposto l’uovo.

Sarebbe logico che tutte queste informazioni fossero scritte anche fuori...ma non è così!
Resto però ancora in dubbio: cosa significa allevamento all’aperto? in cosa differisce da quello a terra? e biologico sarà il mangime somministrato o il modo di allevare le galline?

La signora mi viene ancora in soccorso: le galline in gabbia (20 ogni mq) non possono accedere all’esterno; allevate a terra (9 ogni mq) non vivono chiuse in gabbie ma non possono uscire all’aperto; all’aperto possono uscire per due ore al giorno grazie alla presenza di passaggi. Infine, nell' allevamento biologico il pollame può accedere a parchetti all'aperto ricoperti di vegetazione. Ogni gallina ha 4 mq di superficie scoperta.

Decido che solo quelle saranno le uova che comprerò. Il primo numero stampigliato col guscio, mi spiega la signora, deve essere lo 0. Costano poco di più ma almeno la gallina che lo ha deposto avrà goduto del cielo, dell'aria, dello spazio, di cibo sano...

Non sono tutte qui le informazioni che sarebbe giusto avere prima di acquistare e consumare cibo.

Soprattutto se si parla di carni di  animali o di cibi da essi derivati, come latte, formaggi, uova, credo sia utile, anzi doveroso, informarsi.

Il mercato degli allevamenti intensivi non si cura di questo.  Dobbiamo quindi imparare a difendere da soli la nostra vita, quella dei nostri figli, quella del pianeta! Stravolgere l'esistenza degli animali, offendendoli e degradandoli a macchine produttive ci toglie dignità e moralità oltre, ovviamente, a mettere a rischio la nostra salute!

Non si tratta di diventare vegetariani ma di superare l'ignavia che ci fa consumare senza riflettere.

Per essere consapevoli di come vivono le galline, le mucche, i vitelli, i maiali vi consiglio:



SE NIENTE IMPORTA Perchè mangiamo gli animali?

Autore Foer Jonathan S.

Prezzo di copertina € 18,00  2010, 363 p., brossura

TraduttorePiccinini I. A.

EditoreGuanda (collana Biblioteca della Fenice)

martedì 4 gennaio 2011

I quattro Re Magi

"Alcuni Magi giunsero da Oriente a Gerusalemme e domandavano: -Dov' e' il re dei giudei che e' nato? Abbiamo visto sorgere la sua stella e siamo venuti ad adorarlo.”

Così l’Apostolo Matteo ci parla dei Magi.

Solo nel II secolo, grazie al vangelo apocrifo degli Ebrei, cominciarono a filtrare anche i loro nomi: Melco, Caspare e Fadizarda, diventati definitivamente Gaspare, Belchior (Melchiorre), Barthesalsa (Baldassarre) grazie alle incisioni rinvenute in una parete, durante l’opera di scavo di 1600 insediamenti monastici nel deserto egiziano delle Celle, a Ovest del delta del Nilo.

Sin dall'inizio una cosa è sempre stata certa: erano Re saggi e pazienti.

Ma se la storia fosse leggermente diversa?

Se il pensiero fisso di Gaspare di Meroa, il Re innamorato, fosse il colore della pelle del primo uomo, quello fatto di argilla, scuro e caldo come la terra?

Se Baldassarre di Nippur, l'artista, fosse un Re che sfida l'ortodossia per amore della bellezza?

Se, infine, Melchiorre di Palmirena, il principe spodestato che, per paura, vorrebbe opporsi al lungo viaggio ma, sempre per paura, non osa e parte?

Michel Tournier, forse il più importante scrittore francese contemporaneo, risponde a queste domande con un suo libro del 1980: Gaspare, Melchiorre e Baldassarre ( I re Magi in alcune edizioni italiane).

Ma lo scrittore fa di più.

Ai tre più celebri magi ne affianca un quarto:

Taor di Mangalore, un grande appassionato di dolci che si spinge fino in Galilea per scoprire il segreto dello squisitissimo rahat lukum al pistacchio. Il viaggio è lungo e Taor arriva in ritardo all' appuntamento di Betlemme - dove si favoleggia sia nato "il Divino Pasticciere", che porterà sulla terra un nutrimento sacro - ma in compenso si imbatte negli orrori di Sodoma. Il ragazzo però s' è fatto uomo e non sopporta l' ingiustizia: pur di salvare un cammelliere va a lavorare nelle miniere di sale. Ormai ne è convinto: ci sono cibi ben più importanti dei dolci con cui da ragazzo si rimpinzava la pancia. Gesù, che pure moltiplica pani e pesci e trasforma l' acqua in vino, nutre soprattutto lo spirito. Per questo Taor, dopo trentatré anni di prigionia, si mette sulle tracce del Nazareno. Anche stavolta arriva in ritardo e trova soltanto gli avanzi di una cena per tredici persone. Assaggia il vino e mangia un po' di pane: dunque sarà lui - il Principe dello zucchero - il primo a ricevere l' eucarestia. Così Tournier conclude la sua riscrittura della parola rivelata, trasformata in un bellissimo racconto per adulti e per ragazzi.” L’ultimo capoverso è tratto da un articolo di Franco Marcoaldi per La Repubblica del 1984

Vi sono in commercio molte edizioni del libro, comunque tutte valide.