Con questa iniziativa il Gruppo editoriale Mauri Spagnol intende rilanciare una competizione paritaria affidata alla rete che dia nuovamente luogo a una forte comunità di lettori e di scrittori in grado di dar vita a una sfida letteraria democratica e appassionata. La scommessa ancora una volta è che siano gli autori, nei panni di lettori, ad avere l’ultima parola.
giovedì 24 marzo 2011
Torneo Letterario
Con questa iniziativa il Gruppo editoriale Mauri Spagnol intende rilanciare una competizione paritaria affidata alla rete che dia nuovamente luogo a una forte comunità di lettori e di scrittori in grado di dar vita a una sfida letteraria democratica e appassionata. La scommessa ancora una volta è che siano gli autori, nei panni di lettori, ad avere l’ultima parola.
lunedì 21 marzo 2011
Volta la carta
Dal 25 al 29 Maggio a L'Aquila, presso la Cartiera del Vetoio ci sarà una interessante iniziativa per valorizzare l'Editoria indipendente.

Il programma che viene aggiornato continuamente, prevede già numerosi prestigiosi ospiti che arricchiranno le giornate; tra gli altri: Piero Dorfles, Andrea Camilleri, Dacia Maraini, Daria Bignardi, Mauro Corona.
Sono previsti: concerti, spettacoli teatrali, presentazione di libri, lettura di brani e poesie.
Insomma, un appuntamento da mettere in agenda.
http://www.laquilavoltalacarta.it/
Dimenticavamo "Volta la carta" è anche il titolo di una stupenda canzone di Fabrizio De Andrè
Il programma che viene aggiornato continuamente, prevede già numerosi prestigiosi ospiti che arricchiranno le giornate; tra gli altri: Piero Dorfles, Andrea Camilleri, Dacia Maraini, Daria Bignardi, Mauro Corona.
Sono previsti: concerti, spettacoli teatrali, presentazione di libri, lettura di brani e poesie.
Insomma, un appuntamento da mettere in agenda.
http://www.laquilavoltalacarta.it/
Dimenticavamo "Volta la carta" è anche il titolo di una stupenda canzone di Fabrizio De Andrè
lunedì 14 marzo 2011
17 Marzo - Unità d'Italia
- Gli stati italiani prima dell'Unità
- Il Mulino - € 13,00
- Il volume traccia una storia d’Italia dalla fine del Settecento all’Unità dal punto di vista delle istituzioni politiche dei vari stati della penisola, mettendo in luce le peculiarità della transizione italiana e tratteggiando l’infanzia di quel forte policentrismo che è rimasto uno dei tratti caratteristici della storia italiana fino ai giorni nostri. La nuova edizione prolunga la narrazione fino al 1861.
Menabò -€ 18,00
La storia del brigantaggio è rimasta a lungo appannaggio di una vasta tradizione di studi di storia locale, proprio a testimonianza della forte compenetrazione tra identità locali e storie brigantesche: una mole di ricerche spesso minuziose, ricche di informazioni, ed esse stesse fonti per comprendere come la memoria delle comunità meridionali abbia custodito/inventato/reinterpretato un passaggio difficile come quello post unitario. Più di recente i briganti sembrano divenuti terreno di conquista di un altro tipo discorso, più o meno storico, volto alla rivalutazione del passato preunitario degli stati regionali italiani: legittimismo, tradizione e populismo, insieme ad una forte dose di rivendicazionismo meridionalista, si confondono in un approccio che non ha portato grandi novità sul piano della ricerca né dell'interpretazione, ma che forse meriterebbe uno studio più che sui contenuti storici, sugli obiettivi politici e culturali che un'operazione di questo tipo persegue. Il libro di Canosa non rientra assolutamente in quest'ultimo gruppo di ricerche. Esso appartiene piuttosto al filone di studi di storia locale su questo tema. Ed in effetti presenta tutti i pregi e i difetti di un'opera di questo tipo. L'autore ricostruisce in maniera molto minuziosa l'evolversi del brigantaggio nella regione, utilizzando una considerevole mole di documentazione archivistica: processi e relativi verbali e confessioni (come quella di Antonio Maria Verna, riportata integralmente nel volume o quella di Vincenzo Marcolongo, anch'essa in gran parte pubblicata) ma anche resoconti di militari e prefetti costituiscono il materiale su cui si poggia il racconto di Canosa. Un libro ricco di informazioni utili per seguire le vicende delle diverse bande presenti nelle province abruzzesi, dal quale sarebbe possibile, volendo, ricavare una cronologia degli episodi briganteschi verificatisi nelle regione. Un libro utile, dunque, per chi volesse provare a ricostruire la storia delbrigantaggio, tentando di far dialogare, o almeno di mettere in comunicazione, storia locale e storiografia ?accademica?. In attesa, appunto, di contributi che propongano, oltre ai fatti e alla loro ricostruzione minuziosa, interpretazioni e chiavi di lettura. Marco Armiero http://www.sissco.it/index.phpd=1228&tx_wfqbe_pi1[idrecensione]=1619
- Il sangue del Sud
- Mondadori - € 20,00
- Il 150° anniversario dell'Unità d'Italia è un'occasione per sfatare alcuni luoghi comuni che da sempre orientano il giudizio dell'opinione pubblica. Giordano Bruno Guerri si chiede allora provocatoriamente se il Risorgimento, invece che un movimento di massa. In questa documentata "antistoria d'Italia" - nelle cui pagine Cavour non mette mai piede a Roma, e Massimo d'Azeglio, dopo aver affermato pubblicamente "fatta l'Italia bisogna fare gli italiani", confessa in privato che "unirsi con i napoletani è come giacere con un lebbroso" - Guerri fornisce un contributo rigoroso e stimolante che aiuta a capire perché "la prima guerra civile italiana", pur lontana nel tempo, rende tuttora complicato il percorso di rinnovamento politico e civile della nazione.voluto dal popolo, non fu piuttosto una campagna di conquista del Regno sabaudo. Per combattere la ribellione delle popolazioni meridionali all'annessione forzata, l'esercito del neonato Regno d'Italia applicò una spietata e violenta repressione, causando almeno cento mila morti e crudeltà feroci da entrambe le parti.
Donne del Risorgimento Le eroine invisibili dell'unità d'italia
-
- Ananke - € 22,00
Il volume racconta il periodo risorgimentale visto "dalla parte delle donne". Una galleria di personaggi femminili che, in modi diversi, hanno contribuito a scrivere pagine di quel lungo, faticoso, controverso periodo che portò all'unità d'Italia. Emergono figure straordinarie che hanno saputo trasformare il loro tranquillo quotidiano in lotta, mettendo in pericolo le loro esistenze e i loro affetti per un futuro che non poteva offrire certezze. Accanto a nomi noti, come quelli di Anita Garibaldi e di Cristina di Belgioioso, l'autrice porta in scena il mondo femminile delle umili combattenti, le eroine delle Cinque Giornate di Milano, nonché le donne che seppero curare i feriti nelle organizzazioni ospedaliere spesso affidate al volontariato femminile. Offre uno spazio ampio al ruolo delle giornaliste straniere che raccontarono con i loro articoli le vicende delle lotte risorgimentali, come Margareth Fuller e Jessie White Mario. Penetra nei versi delle poetesse risorgimentali, come la grande improvvisatrice Giannina Milli o l'appassionata Giulia Molino Colombini, per raccontarne il valore nella costruzione di un ideale patriottico sempre più saldo e sicuro. Si inserisce nel mondo dei salotti: in una società come quella ottocentesca che affidava alla donna sostanzialmente i ruoli di moglie e di madre, questi momenti di incontro rappresentarono una essenziale forma di aggregazione sociale e culturale che cambiò nel corso del secolo. -
La gloria è il sole dei morti
- Ananke - € 22,00
Per inseguire il suo sogno, ha bisogno dell’aiuto di Maurice. Zio e nipote quasi non si conoscono, si osservano con distacco. Ma la forza del sangue avrà la meglio. Perché il generale non è un uomo qualunque: è Nino Bixio. Porta addosso le cicatrici delle grandi battaglie dell’Ottocento e combatterà ancora dall’altra parte del mondo. Dalla rievocazione dell’impresa dei Mille alla descrizione della Francia di Napoleone III, rivoluzionaria e imperiale, eccitante e mondana; dalla leggendaria America dei primi pionieri fino alle drammatiche avventure di Nino nei mari del Sud, La gloria è il sole dei morti tratteggia un affresco che abbraccia mezzo secolo e cinque continenti.
La repubblica di un solo giorno
Mondadori - € 18.00"Anche durasse un solo giorno varrebbe la pena di provarci"
La Repubblica Romana del 1849 è un mito, rinverdito da Roberto Benigni che, nella sua recente lezione sanremese sul Risorgimento, ha raccontato Goffredo Mameli giovane volontario combattente per la difesa della neonata Repubblica ed autore dell’inno divenuto Nazionale.
Ugo Riccarelli, già autore di un bellissimo libro, “Il dolore perfetto”, ci regala ora un piccolo intenso romanzo, dove figure celebri del nostro Risorgimento, Mazzini, Pio IX e Garibaldi restano sullo sfondo, mentre prendono vita personaggi di fantasia che sono altrettante metafore di quel momento storico così pieno di illusioni e di fiducia. Ecco allora Ranieri e Aurelio, ragazzi del nord venuti a Roma, seguaci rispettivamente di Mazzini e di Garibaldi e dunque in contrasto sulla strategia rivoluzionaria da perseguire; ecco la prostituta Maddalena, strumento nelle mani di preti corrotti a di nobili reazionari che, innamoratasi del bel Ranieri, diviene infermiera nell’ospedale dove la principessa Cristina di Belgiojoso ha organizzato l’accoglienza e la cura dei feriti, trovando finalmente ruolo e dignità; ecco infine il piccolo ladruncolo trasteverino Lucio, che deve all’incontro con i patrioti che predicano libertà, democrazia, costituzione, dignità per tutti, la propria formazione politica e l’impegno entusiasta che lo porterà, purtroppo, ad una morte “eroica”.
Luciano Manara, Goffredo Mameli, Giacomo Medici, i Dandolo combattono sullo sfondo dei bastioni e della Cupola di San Pietro, mentre i soldati francesi al comando del generale Oudinot sferrano un attacco che sarà fatale ai valorosi difensori romani. Mentre al Campidoglio si scrive la Costituzione della Repubblica Romana, che sarà la madre di tutte le Costituzioni ottocentesche e non solo, i patrioti vengono sopraffatti. La Costituzione durerà solo un giorno, il 30 giugno 1849, mentre Garibaldi con pochi reduci fugge verso Venezia. Il Papa rientra da Gaeta a Roma il 12 aprile 1850, ripristinando l’Ancien Régime.
Voglio qui ricordare l’articolo 3 di quel documento famoso:
”La Repubblica colle leggi e colle istituzioni promuove il miglioramento delle condizioni morali e materiali di tutti i cittadini”
Recensione a cura di Elisabetta Bolondi
Salerno editrice - € 18.00
In occasione dei 150 anni dell'unità d'Italia, un interessante confronto tra i personaggi dei romanzi di due protagonisti del Risorgimento italiano Paolo Orvieto prende in esame le opere letterarie di due protagonisti del Risorgimento: Giuseppe Garibaldi, il mitico e discusso «eroe dei due mondi», e il gesuita Antonio Bresciani, meno noto del primo, ma non inferiore a lui per “vis polemica”. Dall'analisi delle storie e dei protagonisti dei romanzi di Bresciani e Garibaldi emergono chiaramente due opposte ideologie. Da un lato, Giuseppe Garibaldi, che trova nell'invenzione letteraria un'arma in più, e non meno affilata, per battersi contro la Chiesa e l'apparentamento tra potere spirituale e potere temporale del papato. Garibaldi scrive quattro romanzi – “Clelia, il governo dei preti”; “Cantoni il volontario”; “I mille”; “Manlio” - in cui affida sempre al prete il ruolo del cattivo. Dall'altro lato, l'autore di una feroce “Trilogia” scritta su commissione di papa Pio IX. Antonio Bresciani scaglia il suo anatema contro rivoluzionari francesi, giacobini, massoni, socialisti e perfino i ribelli eroi romantici della letteratura allora di gran moda, ritenuti degenerati cospiratori e diffamatori dell'autorità del papa, l'unica sacrosanta perché voluta da Dio per proteggere l'umana stirpe.
E ANCORA:
Giuseppe Tomasi di Lampedusa , Il Gattopardo Antonio Fogazzaro , Piccolo mondo antico, varie edizioni
Ippolito Nievo , Le confessioni di un italiano; varie edizioni
Luigi Pirandello , I vecchi e i giovani, varie edizioni
Antonio Scurati , Una storia romantica, Bompiani
Luigi Guarnieri , I sentieri del cielo, Rizzoli
Valerio Evangelisti- AntonioMoresco , Controinsurrezioni, Mondadori
Enrico Solito, All’ombra del pino, Hobby Work
Claudio Fracassi , Il romanzo dei Mille, Mursia
Anna Banti , Noi credevamo, Mondadori
Alessandro Cannevale , La foglia grigia, Einaudi
Federico De Roberto , I vicere, varie edizioni
Annalina Molteni , Domani sarà battaglia – Magenta 3 giugno 1859, Andrea Frediani , Centouno battaglie che hanno fatto l'Italia unita
mercoledì 9 marzo 2011
Gruppo di lettura del 26 febbraio 2011
Sabato 26 febbraio il gruppo di lettura si è riunito in casa di Orietta e Franco. Comodamente seduti sui divani, davanti al fuoco, si è parlato dei libri letti; ci si è poi messi a tavola per cenare insieme,con gustose vivande portate da ognuno, di volta in volta allietati o commossi dalla magistrale lettura in dialetto di Franco.
Il primo libro preso in esame è stato quello di Cesarina Vighy: "Buon proseguimento, scendo".
Ha introdotto Emanuela spiegando che ci ha proposto questa lettura dopo essere stata colpita, in libreria, dalla foto dell'autrice, dal titolo originale ma, soprattutto, dall'intensità del rapporto madre-figlia che, sfogliando il libro, già si percepiva. La promessa di poter cogliere, nell'epistolario della scrittrice, la profondità , le delusioni, le soddisfazioni, le preoccupazioni legate al legame intenso con la "feroce colomba" che è sua figlia, è stata, anche secondo Orietta, mantenuta.
Il libro è una raccolta di e-mails scritte negli ultimi tempi della vita di Cesarina Vighy che, pur avendo il corpo in disfacimento a causa della SLA, mantiene vivace e attiva la sua mente intelligente, nutrita da ottima cultura e arricchita da grande capacità di humor e da una notevole dose di autoironia.
Con stile graffiante "scrive per immagini" , ironizza su se stessa, racconta le frustrazioni legate alle visite mediche, al rapporto con i dottori, suoi "curatori fallimentari"; comunica così, col cuore pieno e la mente lucida, scrivendo, nell'unico modo che le è rimasto, agli amici e alle persone care.
Marcello, inizialmente poco entusiasta di leggere scritti personali, ha trovato stimolo a continuare la lettura quando ha scoperto che alcuni degli interlocutori, cui la Vighy spesso si rivolgeva, erano personaggi noti al pubblico di Radio 3 suo canale d’elezione, ricca miniera da cui attinge spunti ed idee. Sottolinea l'importanza di aggiungere alle dinamiche genitoriali evidenti nel libro, l'opportunità di riflettere su quelle generazionali, di chi fece il '68 e dei loro figli. Aggiunge che, pur avendo apprezzato il libro, non se la sentirebbe di consigliarlo, non perché non valga ma perché è particolarmente “di nicchia”, e va scoperto da chi vibra alla stessa frequenza.
Elisa, pur essendo ammalata, ha parlato con noi al telefono. Ha letto il libro ma è rimasta delusa: l'introduzione di Mancuso glielo aveva fatto immaginare molto più ricco di valori e di spunti; pensava indagasse di più sul senso della vita, sul significato delle malattie. Curiosare nel privato di una persona, con la difficoltà di trovare riferimenti immediatamente percepibili, ha reso poco "catturante" la lettura.
Questo è stato anche per Patrizia F. (che ha ben presto interrotto la lettura) il motivo per cui ha preferito scegliere di leggere "La solitudine dei numeri primi", seconda proposta del mese, alternativa alla prima.
Stessa scelta è stata fatta da Vincenzo, da Antonietta, da Giovanna e da Cinzia. Elisa e Marcello li hanno letti entrambi.
Marcello introduce in modo lapidario: la cosa che davvero gli è piaciuta del libro è il titolo; il resto gli è sembrato non all’altezza della trovata geniale dei numeri primi gemelli usata per indicare due monadi vicine ma destinate a non incontrarsi mai.
Elisa ha molto apprezzato il libro che, secondo lei , ha il pregio di scavare in profondità dipingendo, contemporaneamente, ritratti di persone afflitte da tematiche molto attuali, specie tra i giovani, come l’anoressia, l’incomunicabilità, le problematiche adolescenziali relative all’omosessualità. Elisa ha visto, alla fine del libro, un messaggio di speranza: lei che si rialza sulle proprie gambe, lui che si decide ad affrontare il viaggio verso l’aurora boreale.
Nessuno degli altri lettori ha sentito questa apertura nel finale ma, anzi, una rassegnazione all’ impossibilità di comunicare: ognuno trova una qualche strada e prosegue la sua vita… ma le cose importanti, con le persone “importanti”, rimangono non dette.
Patrizia S., ospite occasionale (che tutti speriamo divenga fissa),ha dato il suo contributo di esperta in psicologia: ha approfondito il tema delle dinamiche distorte tra genitori e figli, presente in entrambi i testi scelti; ha anche spiegato meglio a noi tutti, le problematiche dell’autismo, intervenendo in modo sempre partecipe ma con sguardo professionale.
Giovanna, Cinzia, Antonietta e Vincenzo hanno trovato il libro toccante e avvincente, molto duro ma molto ben scritto. Anche Patrizia F ha ammirato la ricchezza e l’incisività linguistica dello scrittore pur così giovane ma che, forse proprio a causa di questo, è estremamente verosimile e drammatico quando parla dei giovani ma diventa superficiale nel descrivere i genitori: risultano colpevoli di aver causato drammi così atroci nei figli ma i loro sbagli, alla fine, devono solo essere intuiti dal lettore perché le loro personalità sono appena accennate e, in alcuni punti, anche contraddittorie.
La discussione a questo punto si interrotta per dare spazio ad una ottima cena.
Abbiamo deciso di rivederci il 19 marzo per discutere di due libri: “Il Gattopardo” di Giuseppe Tomasi di Lampedusa e “Momo” di Michael Ende.
Se volete sapere come è andata la cena, guardate il video
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Il primo libro preso in esame è stato quello di Cesarina Vighy: "Buon proseguimento, scendo".
Ha introdotto Emanuela spiegando che ci ha proposto questa lettura dopo essere stata colpita, in libreria, dalla foto dell'autrice, dal titolo originale ma, soprattutto, dall'intensità del rapporto madre-figlia che, sfogliando il libro, già si percepiva. La promessa di poter cogliere, nell'epistolario della scrittrice, la profondità , le delusioni, le soddisfazioni, le preoccupazioni legate al legame intenso con la "feroce colomba" che è sua figlia, è stata, anche secondo Orietta, mantenuta.
Il libro è una raccolta di e-mails scritte negli ultimi tempi della vita di Cesarina Vighy che, pur avendo il corpo in disfacimento a causa della SLA, mantiene vivace e attiva la sua mente intelligente, nutrita da ottima cultura e arricchita da grande capacità di humor e da una notevole dose di autoironia.
Con stile graffiante "scrive per immagini" , ironizza su se stessa, racconta le frustrazioni legate alle visite mediche, al rapporto con i dottori, suoi "curatori fallimentari"; comunica così, col cuore pieno e la mente lucida, scrivendo, nell'unico modo che le è rimasto, agli amici e alle persone care.
Marcello, inizialmente poco entusiasta di leggere scritti personali, ha trovato stimolo a continuare la lettura quando ha scoperto che alcuni degli interlocutori, cui la Vighy spesso si rivolgeva, erano personaggi noti al pubblico di Radio 3 suo canale d’elezione, ricca miniera da cui attinge spunti ed idee. Sottolinea l'importanza di aggiungere alle dinamiche genitoriali evidenti nel libro, l'opportunità di riflettere su quelle generazionali, di chi fece il '68 e dei loro figli. Aggiunge che, pur avendo apprezzato il libro, non se la sentirebbe di consigliarlo, non perché non valga ma perché è particolarmente “di nicchia”, e va scoperto da chi vibra alla stessa frequenza.
Elisa, pur essendo ammalata, ha parlato con noi al telefono. Ha letto il libro ma è rimasta delusa: l'introduzione di Mancuso glielo aveva fatto immaginare molto più ricco di valori e di spunti; pensava indagasse di più sul senso della vita, sul significato delle malattie. Curiosare nel privato di una persona, con la difficoltà di trovare riferimenti immediatamente percepibili, ha reso poco "catturante" la lettura.
Questo è stato anche per Patrizia F. (che ha ben presto interrotto la lettura) il motivo per cui ha preferito scegliere di leggere "La solitudine dei numeri primi", seconda proposta del mese, alternativa alla prima.
Stessa scelta è stata fatta da Vincenzo, da Antonietta, da Giovanna e da Cinzia. Elisa e Marcello li hanno letti entrambi.
Marcello introduce in modo lapidario: la cosa che davvero gli è piaciuta del libro è il titolo; il resto gli è sembrato non all’altezza della trovata geniale dei numeri primi gemelli usata per indicare due monadi vicine ma destinate a non incontrarsi mai.
Elisa ha molto apprezzato il libro che, secondo lei , ha il pregio di scavare in profondità dipingendo, contemporaneamente, ritratti di persone afflitte da tematiche molto attuali, specie tra i giovani, come l’anoressia, l’incomunicabilità, le problematiche adolescenziali relative all’omosessualità. Elisa ha visto, alla fine del libro, un messaggio di speranza: lei che si rialza sulle proprie gambe, lui che si decide ad affrontare il viaggio verso l’aurora boreale.
Nessuno degli altri lettori ha sentito questa apertura nel finale ma, anzi, una rassegnazione all’ impossibilità di comunicare: ognuno trova una qualche strada e prosegue la sua vita… ma le cose importanti, con le persone “importanti”, rimangono non dette.
Patrizia S., ospite occasionale (che tutti speriamo divenga fissa),ha dato il suo contributo di esperta in psicologia: ha approfondito il tema delle dinamiche distorte tra genitori e figli, presente in entrambi i testi scelti; ha anche spiegato meglio a noi tutti, le problematiche dell’autismo, intervenendo in modo sempre partecipe ma con sguardo professionale.
Giovanna, Cinzia, Antonietta e Vincenzo hanno trovato il libro toccante e avvincente, molto duro ma molto ben scritto. Anche Patrizia F ha ammirato la ricchezza e l’incisività linguistica dello scrittore pur così giovane ma che, forse proprio a causa di questo, è estremamente verosimile e drammatico quando parla dei giovani ma diventa superficiale nel descrivere i genitori: risultano colpevoli di aver causato drammi così atroci nei figli ma i loro sbagli, alla fine, devono solo essere intuiti dal lettore perché le loro personalità sono appena accennate e, in alcuni punti, anche contraddittorie.
La discussione a questo punto si interrotta per dare spazio ad una ottima cena.
Abbiamo deciso di rivederci il 19 marzo per discutere di due libri: “Il Gattopardo” di Giuseppe Tomasi di Lampedusa e “Momo” di Michael Ende.
Se volete sapere come è andata la cena, guardate il video
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domenica 6 marzo 2011
La biblioteca ora, quando sennò?
Ci avviciniamo a tappe forzate al compimento del secondo anno dal terremoto.
In questi oltre seicento giorni ci siamo preoccupati, giustamente, delle case, degli aggregati e dei consorzi; forse è ora di pensare a ricostruire anche la Biblioteca.
Tra i tanti danni, le famose onde sussultorie, ondulatorie ecc… hanno causato la chiusura della Biblioteca di Lucoli.
Non era una grande raccolta di libri; viveva tranquillamente condividendo i locali con la Pro-Loco e il Centro sociale per anziani; non si lamentava se poche erano le persone che le facevano prendere aria tirando fuori, di tanto in tanto, un libro dagli scaffali.
Sì, era una biblioteca piccola ma c’era! Forse è venuto il momento di farla rivivere; non importa se di qua o di là dell’acqua, non importa che sia almeno di 250 mq.
Noi di Giropagina-gruppo di lettura a Lucoli siamo disponibili a lavorare con chiunque ha buona volontà per organizzare una biblioteca che diventi anche centro di iniziativa culturale e sociale.
Sul sito www.malicomio.it c’è una pagina dedicata ad una biblioteca condivisa. Fino ad ora ci sono circa 500 titoli a disposizione, ma presto si avvicineranno a 1000.
Intanto c’è chi ci aiuta.
Da qualche settimana la Biblioteca Rugantino di Roma, ogni venerdì ci regala uno scatolone di libri. C’è di tutto: libri vecchi ma anche di recentissima pubblicazione: per bambini, per amanti della storia e dell'arte, libri gialli, rosa e di evasione.
Ci sembra giusto ringraziare tutto lo staff della biblioteca (non conosciamo tutti i nomi) per la simpatia e per il tifo con cui ci guarda; in particolare la responsabile, dott.sa Paola Turchetto, ma anche Giuseppe D’Andrea che per tanti anni ha passato le sue vacanze a Prato Lonaro e Viviana La Gioia.
In questi oltre seicento giorni ci siamo preoccupati, giustamente, delle case, degli aggregati e dei consorzi; forse è ora di pensare a ricostruire anche la Biblioteca.
Tra i tanti danni, le famose onde sussultorie, ondulatorie ecc… hanno causato la chiusura della Biblioteca di Lucoli.
Non era una grande raccolta di libri; viveva tranquillamente condividendo i locali con la Pro-Loco e il Centro sociale per anziani; non si lamentava se poche erano le persone che le facevano prendere aria tirando fuori, di tanto in tanto, un libro dagli scaffali.
Sì, era una biblioteca piccola ma c’era! Forse è venuto il momento di farla rivivere; non importa se di qua o di là dell’acqua, non importa che sia almeno di 250 mq.
Noi di Giropagina-gruppo di lettura a Lucoli siamo disponibili a lavorare con chiunque ha buona volontà per organizzare una biblioteca che diventi anche centro di iniziativa culturale e sociale.
Sul sito www.malicomio.it c’è una pagina dedicata ad una biblioteca condivisa. Fino ad ora ci sono circa 500 titoli a disposizione, ma presto si avvicineranno a 1000.
Intanto c’è chi ci aiuta.
Da qualche settimana la Biblioteca Rugantino di Roma, ogni venerdì ci regala uno scatolone di libri. C’è di tutto: libri vecchi ma anche di recentissima pubblicazione: per bambini, per amanti della storia e dell'arte, libri gialli, rosa e di evasione.
Ci sembra giusto ringraziare tutto lo staff della biblioteca (non conosciamo tutti i nomi) per la simpatia e per il tifo con cui ci guarda; in particolare la responsabile, dott.sa Paola Turchetto, ma anche Giuseppe D’Andrea che per tanti anni ha passato le sue vacanze a Prato Lonaro e Viviana La Gioia.
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