Il pomeriggio del 14 maggio, sempre alle 16.30, si è riunito il gruppo di lettura nonostante le numerose assenze. Sono presenti Elisa, Carlo, Gianna, Patrizia e Marcello.
Proprio il fatto di essere così pochi ha fatto riflettere sulla necessità di rendere più visibile l'attività socializzante e culturale che questo gruppo cerca di proporre.
Si propone di trasferire l'incontro, almeno una volta, nei mesi estivi, al bar Shetler; si pensa anche di pubblicizzare la cosa nelle iniziative presso i Map.
Si comincia a relazionare su "Momo" di Michael Ende e su "Accabadora" di Michela Murgia.
Elisa ha letto "Momo" con piacere, lo ha trovato molto profondo, cosa che non si aspettava da un libro di fantasia; è invece simbolico e affronta dolorosi argomenti esistenziali. La bimba protagonista del libro ha la dote speciale, rarissima, di saper ascoltare. Beppe lo spazzino sa come trovare serenità, per esempio come lavorare respirando, passo dopo passo...Gigi Cicerone è la commovente apoteosi della fantasia.
Anche "Accabadora" ci porta a riflettere su problemi molto attuali: l'eutanasia, la violenza sui minori, i figli indesiderati; sono problemi di coscienza che scuotono in profondità.
Nel libro risalta l'incontro tra due solitudini. Tranne l'episodio in cui la protagonista fa l'esperienza di Torino, che sembra quasi inserita senza evidente motivo, le tematiche sono vaste e ben affrontate, ovviamente il libro non offre soluzione.
Anche Carlo, come Elisa, è d'accordo sulla difficoltà di esprimere un'opinione: l'eutanasia può essere compresa ma come evitare il rischio che qualcuno decida per un altro?
Gianna non è riuscita a leggere Momo, Il personaggio le ha subito creato una forma di antipatia e non sente di potersi identificare completamente con lei.
In "Accabadora" ha sentito Tzia Bonaria austera, forte, profondamente onesta;lei aiuta il ragazzo a morire solo dopo aver capito che è già morto dentro. Usa la sua capacità di accompagnare nel trapasso solo quando lo ritiene moralmente corretto.
Patrizia da sempre apprezza "Momo" e lo utilizza spesso nel suo lavoro di insegnante in quanto, in forma di fiaba attualizzata permette di confrontarsi con argomenti importantissimi: il consumismo, la dimenticanza di sè, l'importanza della socializzazione, la gestione dei rapporti e dell'amicizia.
In "Accabadora" trova che la Murgia abbia offerto un mosaico di argomenti, tutti importanti, ma proprio per questo necessariamente solo accennati; come tessere di un mosaico interessante ogni problematica potrebbe essere lo spunto per un nuovo libro.
'Dulcis in fundo' Carlo ci parla un po' del Belli e ci legge alcuni sonetti in romanesco.
Possiamo vederlo e ascoltarlo nel video.
Orietta e Franco non sono potuti intervenire ma hanno inviato una mail per esserci vicini.
Ne estrapoliamo un frammento e con l’occasione facciamo gli auguri a Franco:
Ho quasi finito di leggere Accabadora e attendo di leggere quanto avete detto. Sono affascinata dallo stile e dal linguaggio dell'autrice;viscerale,sensuale,tattile,profumato.
NOTIZIE: Il prossimo incontro del Gruppo di Lettura ci sarà il 25 giugno e parleremo di "Quer pasticciaccio brutto de via Merulana" di Carlo Emilio Gadda e "La Bussola d'oro" di Philip Pullman.
Il prossimo "post", previsto per il 31 maggio, tratterà di letteratura per adolescenti e del "filone distopico letterario"
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