martedì 4 gennaio 2011

I quattro Re Magi

"Alcuni Magi giunsero da Oriente a Gerusalemme e domandavano: -Dov' e' il re dei giudei che e' nato? Abbiamo visto sorgere la sua stella e siamo venuti ad adorarlo.”

Così l’Apostolo Matteo ci parla dei Magi.

Solo nel II secolo, grazie al vangelo apocrifo degli Ebrei, cominciarono a filtrare anche i loro nomi: Melco, Caspare e Fadizarda, diventati definitivamente Gaspare, Belchior (Melchiorre), Barthesalsa (Baldassarre) grazie alle incisioni rinvenute in una parete, durante l’opera di scavo di 1600 insediamenti monastici nel deserto egiziano delle Celle, a Ovest del delta del Nilo.

Sin dall'inizio una cosa è sempre stata certa: erano Re saggi e pazienti.

Ma se la storia fosse leggermente diversa?

Se il pensiero fisso di Gaspare di Meroa, il Re innamorato, fosse il colore della pelle del primo uomo, quello fatto di argilla, scuro e caldo come la terra?

Se Baldassarre di Nippur, l'artista, fosse un Re che sfida l'ortodossia per amore della bellezza?

Se, infine, Melchiorre di Palmirena, il principe spodestato che, per paura, vorrebbe opporsi al lungo viaggio ma, sempre per paura, non osa e parte?

Michel Tournier, forse il più importante scrittore francese contemporaneo, risponde a queste domande con un suo libro del 1980: Gaspare, Melchiorre e Baldassarre ( I re Magi in alcune edizioni italiane).

Ma lo scrittore fa di più.

Ai tre più celebri magi ne affianca un quarto:

Taor di Mangalore, un grande appassionato di dolci che si spinge fino in Galilea per scoprire il segreto dello squisitissimo rahat lukum al pistacchio. Il viaggio è lungo e Taor arriva in ritardo all' appuntamento di Betlemme - dove si favoleggia sia nato "il Divino Pasticciere", che porterà sulla terra un nutrimento sacro - ma in compenso si imbatte negli orrori di Sodoma. Il ragazzo però s' è fatto uomo e non sopporta l' ingiustizia: pur di salvare un cammelliere va a lavorare nelle miniere di sale. Ormai ne è convinto: ci sono cibi ben più importanti dei dolci con cui da ragazzo si rimpinzava la pancia. Gesù, che pure moltiplica pani e pesci e trasforma l' acqua in vino, nutre soprattutto lo spirito. Per questo Taor, dopo trentatré anni di prigionia, si mette sulle tracce del Nazareno. Anche stavolta arriva in ritardo e trova soltanto gli avanzi di una cena per tredici persone. Assaggia il vino e mangia un po' di pane: dunque sarà lui - il Principe dello zucchero - il primo a ricevere l' eucarestia. Così Tournier conclude la sua riscrittura della parola rivelata, trasformata in un bellissimo racconto per adulti e per ragazzi.” L’ultimo capoverso è tratto da un articolo di Franco Marcoaldi per La Repubblica del 1984

Vi sono in commercio molte edizioni del libro, comunque tutte valide.

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