LA SPOSA GENTILE
E’ possibile andare oltre l’essere ebreo o cattolico?
Cosa accadde nel mondo ebraico prima dell’orrendo anno 1938?
Queste sono le domande alle quali speravo di trovare una risposta nel libro di Lia Levi.
Amos, il personaggio maschile, rinuncia al suo ruolo nella comunità ebraica fino a diventare per tutti “trasparente”, e questo per amore di Teresa, che lo ricambia rinunciando alla propria formazione cattolica.
Teresa imparerà le tradizioni ebraiche con dedizione e con un unico motivo: l’amore per Amos.
Ad aiutarla sarà la severa ma disponibile figlia del rabbino Lattes,
La capacità di Teresa di accogliere completamente ciò che non conosce permetterà ad Amos di ritornare in seno alla famiglia e alla comunità, forte anche di una ricchezza economica raggiunta nel periodo di allontanamento.
Pur rimanendo intatti i reciproci sentimenti dei personaggi, nel momento in cui Amos viene riaccettato dalla comunità, il suo primo atto è far circoncidere il figlio maschio.
D’altra parte quando Amos muore, una scultura lignea del celebre Brustolon, una testa di Madonna col bambino, relegata fino ad allora in una stanza lontana, comparirà sul cassettone davanti al letto di Teresa, simbolicamente a ricordare la sua devozione alla Vergine.
La vicenda si svolge nei primi 38 anni del 1900; ma mentre la Belle Epoque, l’età giolittiana e il fermento per il voto alle donne,il cinquantenario per l’Unità d’Italia e le sue ottimistiche celebrazioni, sono ben delineate, la guerra mondiale, l’avvento del movimento fascista, fino a giungere alle terribili leggi razziali sono quasi dati per scontate.
Un libro, nel complesso, da consigliare, gradevole, soprattutto per la scrittura agile e per la narrazione fluida.
Continuerò comunque a leggere altri libri per avere delle risposte alle mie domande.
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